Sull’adozione… della Lupa 06 Mag 2020

 Dott. Corrado Randazzo

Adozione

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Sull’adozione… della Lupa
Rubrica per i genitori adottivi
Primo Articolo
“Sull’adozione… della Lupa” La nascita è un atto che risponde ad un istinto di vita che accomuna tutte le specie viventi ma la crescita di ogni essere vivente, va detto, è frutto di un processo che non si può ridurre esclusivamente alla nascita. Le prime fasi di accudimento e di cura rivolte al nascituro rientrano all’interno di un processo inscritto tanto nel codice genetico quanto nel patrimonio psichico (transgenerazionale) che si tramanda tra le generazioni di tutte le specie viventi. Tuttavia l’essere umano sembra distinguersi dalle altre specie viventi per una forma particolare di accudimento che associa all’istinto primordiale di vita, la scelta voluta di accudire, il desiderio personale di accudimento, l’identificarsi col figlio. Vai all’articolo “Sull’adozione… della Lupa”
08 Mag 2020

 Dott.ssa Fabrizia Strangio

Adolescenza / Adozione / Psicologia

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Distanti ma vicini: l’adolescenza adottiva e le sue implicazioni
L’adolescenza adottiva e le sue implicazioni nel rapporto genitore figlio
L’adolescenza è un processo di trasformazione caratterizzato da cambiamenti profondi che riguardano tanto la dimensione corporea quanto quella psichica. I ragazzi infatti, impegnati nel processo di inviduazione e separazione, si ritrovano a fronteggiare una serie di compiti evolutivi: primo tra tutti quello di integrare in modo armonioso il prima col dopo, il nuovo col vecchio, in modo da assicurare stabilità e continuità al sé e poter così costruire la propria identità. Mi riferisco alla possibilità di potersi riorganizzare attorno a dei nuovi punti di riferimento sia interni che esterni che non rinnegano completamente quelli infantili, ma neanche li ricalcano in modo fedele. In questa fase infatti sono di cruciale importanza i pari, i gruppi di amici, che costituiscono i primi investimenti extrafamiliari e che consentono l’esplorazione di nuove possibili identità e modelli. Vai all’articolo “Distanti ma vicini: l’adolescenza adottiva e le sue implicazioni”
genitorialità adottiva 05 Apr 2019

 Dott.ssa Diletta La Torre

Psicoanalisi / Società

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Desideri e bisogni nella genitorialità adottiva

Dall’incontro “Parliamone con” del 24 novembre 2018 a Messina

Nel mio titolo tutte le parole si possono considerare parole chiave, quindi spero di non annoiarvi con il mio invito a porre attenzione alle parole. La genitorialità adottiva come l’essere figli adottivi comporta una complessità sia sul piano psicologico-esistenziale che sul piano giuridico, burocratico e sociale. Con tale complessità sono venuta a contatto in vari modi nella mia professione psicoanalitica, più direttamente nella mia esperienza con l’associazione GSD, negli incontri come questo e soprattutto nei gruppi di mutuo aiuto di genitori adottivi, esperienza molto ricca e contraddittoria in cui è emersa tutta la complessità cui ho accennato. Vai all’articolo “Desideri e bisogni nella genitorialità adottiva”
02 Mar 2019

 Dott.ssa Donatella Lisciotto

Psicologia

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L’adolescente e i suoi genitori
Non vorrei parlare di adolescenza come farebbe un tecnico, piuttosto mi sforzerò di pensare ai limiti dell’adulto, quelli che lo allontanano dalla comprensione del meccanismo dell’adolescente, un meccanismo che si è archiviato una volta “cresciuti”, fino a dimenticarcene il linguaggio e le regole. Spesso, infatti, la difficoltà che si incontra con l’adolescente è data dal fatto che ci troviamo ad un altro livello, lontanissimi da lui, dalla visione che ha del mondo, dalle sue paure e dalle sue passioni e, per di più, imprigionati nel ruolo di educatori, non sappiamo ascoltarlo. Per non essere un problema per il ragazzo, l’adolescenza, innanzitutto, non dev’essere un problema per il genitore. La richiesta che proviene dai genitori di comprendere il figlio divenuto adolescente è, allora, l’esigenza di comprendere, piuttosto, le proprie difficoltà nel rapporto con lui. Vai all’articolo “L’adolescente e i suoi genitori”
famiglia adottiva 13 Feb 2019

 Dott.ssa Donatella Lisciotto

Società

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Origine e narrazione nella costruzione della famiglia adottiva
Quando tu stavi seduta laggiù (…) io dicevo: “Se Ella (…) mi pensa io sono vivo per lei”. Ora che tu sei morta, io non dico che non sei più viva per me (…) ma vedi? E’ questo, che io, ora, non sono più vivo, e non sarò più vivo per te mai più!” (Pirandello)
Voglio iniziare questo articolo con le toccanti parole che Pirandello rivolge alla madre morta, perché esemplificano efficacemente quello che s’intende per Origine non già come luogo geografico di provenienza, (la terra in cui si è nati), piuttosto Origine come luogo mentale, stato psichico primario. Questi, al contrario della provenienza territoriale che è suscettibile di trasferimenti, cambiamenti, migrazioni, è il punto d’inizio dal quale si incomincia a percepire l’essere nel mondo e che racchiude la storicità dell’individuo. Vai all’articolo “Origine e narrazione nella costruzione della famiglia adottiva”