ADI – Difficoltà scolastiche

Difficoltà scolastiche

Le difficoltà scolastiche dei figli rappresentano uno dei motivi principali che spingono i genitori a preoccuparsi. Pertanto il rendimento scolastico assume spesso il valore di strumento di riferimento che serve al genitore per misurare il benessere dei figli.

 

Molto spesso si è portati, nella società contemporanea, a dare valore ad elementi concreti del rapporto con il mondo. In altre parole, sembra esprimersi chiaramente l’esigenza di valutare la persona attraverso fattori concreti ed estetici. Si ritiene spesso, erroneamente, possa essere felice chi possiede di più è triste chi possiede meno.

 

Osserviamo, oggi più che in passato, un orientamento della famiglia volto alla ricerca di “cose” ed all’appropriazione di oggetti materiali piuttosto che all’acquisizione di strumenti psichici che possano fungere da “bagaglio” per i figli.

 

Tali modalità utilitaristiche di relazione con il mondo extra-familiare vanno a discapito dello sviluppo funzionale del bambino e promuovono l’idea di un benessere precostituito che di fatto sommerge le doti soggettive ed individuali del figlio (quelle attitudini naturali e non precostituite che contraddistinguono ogni persona e la rendono unica).

 

Proviamo a pensare agli effetti di un cattivo voto. Questo elemento rappresenta per molti genitori un fattore di allarme, sentito come una diagnosi oserei dire.

 

Per quanto si possa essere d’accordo con l’ipotesi che un cattivo voto possa essere una spia che segnala un  allarme, non mi è possibile concordare con il modo di rispondere a questo segnale per cui il genitore si limita a pensare di rimediare al cattivo voto con uno migliore per ricreare lo stato di benessere del figlio. Si tratterebbe quindi di ricreare uno stato di benessere dei figli intervenendo sul voto piuttosto che sul vissuto del figlio.

 

Sebbene un cattivo voto possa rappresentare un fattore d’allarme che indichi un tentativo, da parte del figlio, di comunicare una difficoltà ai genitori, è sulla condivisione dello stato d’animo dei figli che bisognerebbe intervenire.

 

Alcuni segnali che indicano disagio negli studenti:

 

  • Diminuzione di autostima
  • Compromissione della relazione con i familiari
  • Compromissione relazione sociale
  • Abbandono scolastico

 

Le difficoltà scolastiche rappresentano una forma di comunicazione che indica, in relazione al contesto scolastico, una difficoltà ad integrarsi ed a uniformarsi al metodo, alle regole ed a perseguire gli obiettivi relativi al contesto.

 

Le cause dell’emergenza di simili  elementi all’interno del contesto scuola dovrebbe verosimilmente riportarci più ad indagare e comprendere il vissuto attuale del figlio che a contestare l’ambiente scolastico. Tali difficoltà infatti hanno a che fare  con momenti di vita dei figli in cui la vita familiare molto probabilmente non lo sostiene per certi aspetti.

 

Le risposte adolescenziali alle conflittualità interiori ed emotive non possono che essere espresse e trasferite nei contesti a cui l’adolescente partecipa ed un cui è immerso. È nel contesto o nel gruppo di appartenenza che l’adolescenza esprime i propri conflitti ed è al gruppo che rivolge le proprie domande.

 

I disagi infantili ed adolescenziali, quando si riversano nel contesto scolastico, assumono le seguenti forme (sintomi di disagio scolastico):

 

  • la diminuzione della propria autostima (pensano di essere loro a non essere adeguati al contesto)
  • La compromissione delle relazioni familiari (pensiero di aver deluso I genitori o di non essere i figli che essi avrebbero voluto o rabbia per essere criticati ecc…)
  • La compromissione delle relazioni sociali tra i pari (a volte il cattivo rendimento scolastico porta i giovani ad identificarsi con l’immagine che la società esprime di “cattivo allievo”, conducendoli verso stili di vita a cui aderiscono i “cattivi allievi”.
  • L’abbandono scolastico (incapacità di tollerare il fallimento scolastico può portare alla rinuncia).

 

Dr. Corrado Randazzo

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